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mercoledì 16 gennaio 2013

Oleoresina di Benzoino e Tintura


In una ricetta l'ho già usato come ingrediente (Detergente super delicato alla farina d'Avena) quindi vi voglio parlare della Resina di Benzoino, un dono della natura davvero affascinante è molto prezioso. Io lo uso comunemente nei miei prodotti per l’igiene e siccome voglio pubblicare qualche ricetta è meglio prima raccontarvi qualcosa di più su questo fantastico ingrediente.

Il benzoino è una resina che viene prodotta da una grande pianta tropicale la Styrax benzoin. Da questa sostanza viene estratto l’olio essenziale che però non è facile trovare in commercio nelle erboristerie. E’ invece più facile trovare la resina in pezzi, e da questa si può perfettamente ottenere l’Oloeresina di Benzoino che ha le stesse proprietà, seppur meno concentrate rispetto l’Oe, ma altrettanto utili e più avanti vi spiegherò come.




Nome botanico: Styrax benzoin
Famiglia: Stiracee
Provenienza: Asia
Estrazione: dalla resina
Profumo: dolce, balsamico, intenso, ricco che ricorda il cioccolato e la vaniglia
Azione energetica: yang
Pianeta governatore: Sole
Proprietà: cicatrizzante, antisettico, energizzante, tonico, espettorante
Principali indicazioni: cura della pelle, ferite, dermatiti, tosse, tracheite, tensione nervosa, stress, dolori reumatici
Avvertenze: non è irritante, ma può provocare reazioni di sensibilizzazione cutanea in soggetti sensibili e predisposti

Per maggiori dettagli e altre info vi rimando a questo link, La rotta di Ulisse, molto esaustivo.

Sia l'Olio Essenziale (Oe), che l'oleoresina e la tintura si trovano nelle erboristerie o nelle farmacia più fornite però, eccezione fatta per l'Oe, sia l'oleoresina che la tintura possono essere prodotte in casa ;)

Come ottenere l'Oleoresina di Benzoino
E' grazie ad una mia cara amica che mi ha parlato del Benzoino (la Signora L ;) ) che ho avuto la fortuna di cominciare ad utilizzare questo dono della natura e adesso lo condivido con voi.
Produrre in casa l'Oloeoresina di benzoino è molto facile, anche se bisogna armarsi di pazienza perchè ci vogliono circa 3 ore. Per farlo serve solo la resina di Benzoino che si trova nelle erboristerie più fornite e un olio tra quelli che resistono alle alte temperature.


Ingredienti:
- 10 gr di Resina di Benziono
- 100 gr di olio di Riso (o oliva, mandorle....) 
- alcool alimentare (non serve per l'oleoresina ma torna utile per la tintura)

Pesate la resina e trasferirla in un mortaio di pietra per frantumarla in pezzi molto piccoli.. una specie di granella o anche polvere. E' molto dura però piano piano si riesce.
Mettete quindi la resina e l'olio in un contenitore di vetro non troppo largo a bordi alti (meglio se con il coperchio perchè dopo, per la tintura, vi servirà - io ho usato quello di vetro dello sgombro sott'olio :P) che resista al calore senza rompersi e mettere in un pentolino con dell'acqua. L'acqua non deve entrare nel contenitore assolutamente.
Poi portate sul fuoco e fare andare a bagnomaria a fiamma medio/bassa per 3 ore senza mai far bollire. Durante questo periodo non abbandonate mai il pentolino anzi, abbiate cura di aggiungere altra acqua quando quella presente diminuirà per opera dell'evaporazione.
Di tanto in tanto mescolate l'olio anche se troverete delle difficoltà perchè la resina con il calore si ammorbidisce e diventa gommosa. Non si scioglierà mai del tutto.

Trascorse le 3 ore vi troverete con l'olio color ambra e la resina schiarita perchè ha lasciato le sue proprietà all'olio.
Filtrate il tutto quando è ancora bello caldo senza cercare di staccare la resina dal contenitore, anzi, non fatela scendere ma lasciatela nel barattolo. 
L'olio ottenuto è l'oleoresina. Travasatela in una bottiglia di vetro scuro, etichettatela scrivendo anche la data e olio utilizzato come solvente e riponetela in un luogo asciutto e fresco.

La resina che resta nel contenitore di vetro lontano dal fuoco si indurirà velocemente, magari imprigionando il cucchiaio.. niente paura! Versate all'interno del bicchiere dell'alcool alimentare (quello per fare i liquori, non quello rosa per le pulizie domestiche, mi raccomando) fino a coprirla tutta e lasciate riposare chiudendo il coperchio. Dopo 5-6 ore la resina sarà tutta sciolta. Filtrare l'alcool ottenuto e imbottigliatelo. Avete così ottenuto anche la Tintura di Benzoino, utile per fare profumi o da inserire prodotti home made ;)


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lunedì 30 luglio 2012

l'Oleolito di Iperico e le sue magie

Intorno al 12 di questo mese, dopo una digestione di 15 giorni, ho filtrato l'Oleolito di Iperico.
E' uno degli Oleoliti che preferisco e lo faccio ogni anno.
La pianta di Iperico è facile da reperire e il suo oleolito è utilissimo tutto l'anno da tenere nella cassetta del prontosoccorso casalingo e non solo.
Sì, perché questo olio è eccezionale per le sue virtù rigenerative. Se fatto nel modo giusto è il top da mettere su piccoli tagli, ferite ed escoriazioni, tipo le ginocchia sbucciate.
O anche da mettere sulla pelle scottata dal sole, sulle vescichette dei piedi, sulle piccole bruciature domestiche o anche come ingrediente in spignatti più "seri", dove è un eccellente antirughe.
Ve ne ho già parlato in un altro post, ma vi rinfresco la memoria.
L'Iperico viene chiamato anche erba di San Giovanni, perché l'usanza dice che debba essere raccolto nella notte di San Giovanni tra il 23 e il 24 Giugno. Ovviamente non è necessario essere così pignoli, anche se preso dopo o prima va bene, anche perché l'Iperico è in fiore dalla primavera a tutta l'estate, quindi va sempre bene.
L'importante è raccoglierlo in zone pulite, non trafficate da macchine o veleni chimici di qualunque genere. Insomma, facciamo una bella passeggiata in campagna una domenica e andiamo alla ricerca di questo bel fiore giallo!

Come si riconosce l'Iperico
L'Iperico si riconosce per i suoi bellissimi fiori gialli. E' una pianta che può superare anche il metro di altezza, ma la prova inconfutabile c'è: basta cogliere un fiore, strofinarlo tra le dita e se le macchia di nero/rosso scuro allora è lui!! Occhio a non esagerare perché macchia di brutto e per smacchiare le dita poi ci vuole un bel po' ;P



Come si fa l'Oleolito
Dopo aver raccolto un bel mazzetto di Iperico torniamo a casa e qui le scelte sono due: o controllate che non ci siano insetti tra i fiori e li togliete manualmente, oppure mettete i rametti in un vaso con dell'acqua fresca, lasciate stare tutta la notte (magari all'esterno) e preparerete l'Oleolito l'indomani. In questo modo gli insetti se ne andranno da soli.
Una volta pronti per metterci all'opera munirsi un barattolo di vetro a bocca larga, un panno, un tovagliolino di stoffa o carta, un elastico, delle forbicine, a discrezione di un paio di guanti in lattice e di almeno mezzo litro di olio di semi di girasole spremuto a freddo. Questa pianta è meglio farla con l'olio di girasole perché dovendo poi stare al sole ed essendo il girasole un olio molto resistente al calore non si rischia l'irrancidimento.

Mettere i guanti, tagliare i fiorellini e raccoglierli su un panno. Prendete solo i fiori freschi, non quelli secchi. Ottenuto un bel mucchietto di fiori trasferiteli nel barattolo (pulito e asciutto), versare l'olio fino a coprirli tutti, tappare la bocca del barattolo con il tovagliolo, bloccate con un elastico e mettete al sole.
Il mio l'ho sempre sistemato in un luogo dove prendeva sole soltanto la mattina, la sera lo portavo al riparo in casa (per evitare la pioggia eventuale e l'umidità notturna) e poi al mattino di nuovo fuori.
Deve stare così per 15 giorni, girando il barattolo ogni tanto per fargli arrivare il sole da tutti i lati. Sempre ogni tanto una mescolatina ma per il resto fa tutto lui da solo :)
Con il passare dei giorni l'olio diventerà sempre più rosso e questo è un buon segno. Il sole infatti fa uscire l'Ipericina che è la sostanza che dona tante virtù a questo olio.
Trascorso il tempo va filtrato attraverso un colino con sopra un pezzo di stoffa o carta, versato in una bottiglia di vetro scuro, una bella etichetta che indichi cosa è e quando è stato prodotto, un bel tappo e il gioco è fatto!

Questo è il risultato. Non è quello di quest'anno perché quello appena filtrato l'ho già messo in una bottiglia di vetro scuro e riposto al fresco per preservarne le virtù e farlo durare intatto fino alla prossima estate.
Questo è quello dell'anno scorso che ho pubblicato anche in un forum.



Come si usa
Puro su scottature e piccole ferite. Se la superficie è estesa coprire con una garza sterile.
In caso di scottature da sole prendere un cucchiaio di olio, un cucchiaio di acqua e sbatterli con una forchetta per un minuto fino a rendere il tutto una schiumetta. In questo modo si ottiene l'olio battuto che facevano le nostre nonne per i sederini dei neonati quando le creme non c'erano.
Spalmare questo composto sulla pelle pulita molto delicatamente. Si sentirà subito un piacevole sollievo. Poi andare a nanna. Il mattino dopo il dolore sarà quasi del tutto sparito e se si avrà la costanza di metterlo mattina e sera per qualche giorno saranno scongiurate anche le bollicine d'acqua e quindi la pelle che si spella.
Qualche goccia nella comune crema antirughe (preferibilmente senza siliconi e petrolati vari) la migliora e fa benissimo alla pelle.


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venerdì 4 maggio 2012

Balsamo contro l'Herpes Simplex


Una cosa che mi affligge ormai da anni e anni è l'Herpes Simplex, ovvero quelle vescichette dolorose che si presentano in genere sulle labbra, ma possono colpire anche naso, occhi.. insomma.. una vera tortura.
Purtroppo chi come me ne soffre sa che una volta che si è entrati in contatto con il virus non si debellerà mai, ma resterà latente nell'organismo per poi tornare a dare il tormento nei momenti meno opportuni: convalescenza, esposizione al sole, stress, carenze vitaminiche.. e ogni volta in cui l'organismo per mille motivi abbassa le sue difese immunitarie.
Il risultato sono una serie di vescicole piene di liquido che bruciano, pizzicano, prudono e fanno male. Oltre a questo sono anche molto contagiose per sé stessi (se ti tocchi le vescicole aperte rischi di contaminare altre zone), ma anche per gli altri e poi esteticamente non sono il massimo e rendono difficili le cose più semplici, come lavarsi il viso, i denti, parlare, mangiare, bere.. e baciare è vietatissimo! ^ ^

L'unica cosa che si può fare quindi è combatterlo quando arriva per fare in modo che se ne vada nel minor tempo possibile, con meno dolore e senza crosticine o brutti segni.
Io, nonostante il mio amore verso i rimedi naturali non sono contro la medicina tradizionale. Io amo e ringrazio la medicina ed infatti per anni ho sempre usato le classiche pomate, quelle costosissime ma efficaci.
Il problema è che la cura è lunga e un Herpes in media si asciugava in una settimana per poi passare nella fase delle crosticine. Poi, in aggiunta a questo, c'era il fatto che dovevo andare in giro con la pomata sul labbro e mi sentivo gli occhi di tutti addosso, convinti che fosse gelato, dentifricio o chissà cos'altro, tutto tranne che una pomata.
Dovendo incontrare persone per lavoro il tutto era molto imbarazzante ma allo stesso tempo non potevo non metterla, allora seguendo diversi consigli e facendo molte ricerche in rete sono arrivata ad una soluzione che per me è una manna!
Ho ideato il balsamo "ammazza" Herpes che grazie a diversi oli essenziali specifici è la migliore cura contro queste vescichette che abbia mai provato (e fatto provare).

Le dosi sono piccolissime, infatti non ne serve tantissimo ed è necessaria sempre la classica bilancina di precisione.


Ecco cosa serve:
Oleolito di Iperico 5 (o olio di oliva puro)
Cera d'api alla calendula 1,5 (o cera d'api semplice)
Burro di Karitè alla calendula 1 (o burro di Karitè semplice)
Oleoresina di di Benzoino 10 gtt
Oe Tea Tree 3 gtt
Oe Manuka 2 gtt (antivirale molto potente)
Oe Niaouli 5 gtt (tra le altre proprietà è un potente antivirale e antibatterico)
Oe Lavanda 2 gtt
Tintura di Propoli 1 gtt

Alla fine del post poi illustro brevemente gli oli essenziali elencati con le loro proprietà

Procedimento:
Far fondere la cera, burro e olio dolcemente a bagnomaria. Poi far intiepidire mescolando. Quando sarà cremoso unire gli Oe, il benzoino e la tintura mescolando fino al raffreddamento. Trasferire il balsamo in piccolo contenitore con coperchio, etichettare.


  
Uso:
Alla prima avvisaglia del pizzicore classico metterne una puntina e massaggiare delicatamente per 3-4 volte al giorno. Prima lo si mette meglio è. Alla comparsa delle vescicole ripetere le applicazioni ma senza massaggiare se è troppo doloroso, l'importante è coprire con il balsamo tutte le lesioni.
Usare il balsamo fino alla scomparsa dei segni, anche in fase di guarigione perché l'oleolito di iperico aiuta a rimarginare le ferite e stimola il rinnovo cellulare.

Per esperienza diretta e indiretta in 24 ore lo sviluppo dell'Herpes è bloccato e in 48 ore le vescicole sono secche e in via di guarigione, quindi ormai il peggio sarà passato. Se si ha la costanza di metterlo per ancora un paio di giorni anche le crosticine o non ci saranno per niente o saranno minime e cadranno presto senza lasciare segni.

Questo balsamo è totalmente trasparente anche se rimane lucido. Se sul resto delle labbra si mette un burrocacao e sulla zona ferita il balsamo non si nota la differenza. 
L'odore è quello caratteristico degli Oe, ma la Lavanda, oltre alle sue proprietà lenitive e disinfettanti lo migliora.
Già alla prima applicazione il dolore smette grazie alla tintura di Propoli che è anestetizzante oltre che antivirale e la calendula fa il suo grazie alla sua azione lenitiva.
Non ha bisogno di conservanti in quanto non contiene acqua e poi gli Oe utilizzati e il Benzoino sono una bomba contro i batteri.



Proprietà
Ecco le proprietà degli Oe che ho utilizzato in questo preparato. Ogni nome è un link da seguire in caso desideriate maggiori informazioni. Il sito principale è www.erbeofficinali.org ed è da lì che ho preso alcuni degli stralci di testo che vi riporto di seguito, oppure vi rimanderò ad altri siti:

Tea Tree 
L'olio di Tea Tree è uno straordinario olio essenziale di origine naturale, con efficacissime proprietà antisettiche, indicato per il trattamento di irritazioni cutanee, punture di insetti, scottature, ulcere del cavo orale, gengiviti, herpes, infezioni vaginali e molteplici altri disturbi.

E' un Oe che non può mancare nella cassetta del pronto soccorso perché è davvero utile per tante problematiche.




Manuka
Antinfiammatorio, antisettico, rigenerante, antibiotico, antivirale, antimicotico. Utile contro acne, Herpes, funghi della pelle e una miriade di altre cose (leggi qua, da non perdere!!!)
E’ 20 volte più efficace del tea tree oil sui gram positivi.
Rende una superficie batteriologicamente pura (tipo sala operatoria): diluito all’8 % o puro.
Ottimo per disinfettare frutta e verdura all’1% in acqua. Da quando l'ho conosciuto e provato non lo lascio più, giuro!



Niaouli
Lenisce pruriti e gonfiori. Ha un forte potere cicatrizzante, purificante e disinfettante. Proteggono dall'Herpes e rinforza le mucose della bocca contro le infiammazioni. Rinforza le difese cutanee contro batteri, virus e miceti.
Assieme agli altri Oe della preparazione crea una potente sinergia.




Lavanda
Presenta proprietà analgesiche, antisettiche e antibiotiche. Ha anche proprietà cicatrizzanti e qualche goccia di lavanda apporta sollievo in caso di tagli, ferite, piaghe, punture d'insetti, eritemi da medusa.
In oltre il suo buon profumo migliora l'aroma di questo balsamo in modo da renderlo piacevole.






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venerdì 20 aprile 2012

La Straordinaria Stevia

Alcuni la conoscono già, altri la conosceranno presto grazie al passaparola, io ve ne parlo adesso: la Stevia.
La Stevia rebaudiana Bertoni (della famiglia delle Composite come i crisantemi) è un'erbacea arbustiva perenne, di piccole dimensioni, nativa delle montagne fra Paraguay e Brasile. Questo grazioso cespuglietto verde, di facile coltivazione, ne ha viste di tutti i colori: in Sud-America è molto comune, ma qui da noi è stato per molto tempo usato, poi bistrattato, vietato, ma alla fine ce l'ha fatta, la Stevia da quest'stanno è coltivabile e reperibile anche in Italia.

Sì, vabbè, ma quindi? Perché è speciale?
- perché è un dolcificante naturale
- ha 0 calorie (sì, avete letto bene, zero calorie)
- il suo potere dolcificante è 300 volte quello dello zucchero
- la possiamo avere a costo nullo (se la coltiviamo in casa) o comunque minimo se acquistiamo il prodotto finito
- ha un buon sapore dal retrogusto aromatico di liquirizia molto leggero
- è perfetta per i diabetici (non causa picchi glicemici)
- ottima per bambini (non da dipendenza come gli zuccheri raffinati)
- non favorisce la carie
- la si può usare facilmente anche nelle ricette perché con il calore non muta e non interferisce chimicamente con gli atri ingredienti
- se si mastica una foglia ci gratifica il palato e ci soddisfa la voglia di dolci per molto tempo
- aiuta la digestione

Come motivazioni possono bastare, che dite? :)


Un passo indietro
All'inizio dell'estate scorsa ho letto su un forum "Stevia libera!". Ho pensato subito ad una ragazza rapita da chissà quali banditi e ho pensato: "povera ragazza". Poco dopo ho capito il significato: era un modo in rete per chiedere che venisse resa libera la coltivazione e l'uso della Stevia. Intendiamoci, non è una qualche droga, eh! (meglio esser chiari :P)

Dopo qualche settimana l'ho trovata per caso nel vivaio vicino casa mia, presa dalla curiosità ne ho assaggiata una foglia ed era vero! Era dolcissima!!
Ancora titubante però non l'ho acquistata e me ne sono pentita amaramente.
Ho continuato però a fare ricerche in rete e ho scoperto la storia travagliata della Stevia.
Il suo uso nei prodotti alimentari è vietato ancora oggi in Europa e USA e fino a poco tempo fa lo steviolo e lo stevioside erano ritenuti cancerogeni. Nonostante questo, la FDA ne ammette l'uso come integratore dietetico, ma non ancora come ingrediente o additivo alimentare.
Il divieto per la Stevia in Europa, secondo gli amanti di questa pianta, non sarebbe però da attribuirsi solo ai rallentamenti dovuti dagli studi scientifici, ma anche da qualche interesse economico. Questa "scoperta" infatti sarebbe un grande danno nei confronti delle compagnie che si occupano di dolcificanti perché non sono state riscontrate controindicazioni per l'uso a differenza invece dello zucchero raffinato che sappiamo può causare carie, obesità, dipendenza ed è un alimento vitato ai diabetici, oppure anche rispetto ai dolcificanti chimici come l'aspartame, che in grosse dosi può avere effetti lassativi oltre alle scoperte fatte da recenti studi scientifici che lo ritengono addirittura tossico.


Fino agli anni '50 era comunemente usata anche i Italia, poi con l'avvento dello zucchero raffinato, come spesso succede, il naturale è stato accantonato ma era comunque reperibile. Nel 2000 l'UE ne vietò l'uso e la commercializzazione e quindi sparì definitivamente nel dimenticatoio, e anche per me era totalmente sconosciuta.
Quest'anno finalmente la liberalizzazione per la coltivazione e l'uso. Un piccolo grande traguardo.


La Stevia oggi
Come ho detto adesso si trovano facilmente le piantine di Stevia (nei vivai) o le foglie polverizzate (nelle erboristerie), non solo, ci si può imbattere nella Stevia anche al supermercato.
Non appena una cosa è bella e naturale la si deve sfruttare e trasformare, mah! E quindi tra gli scaffali ho scovato due marche diverse di "dolcificante a base Stevia". Attenzione: non di Stevia, ma a base di Stevia.

Quella in vendita infatti non è Stevia pura, ma glucoside dello steviolo (che è permesso) addizionato con altre sostanze che servono o a nascondere il  tipico retrogusto di liquirizia, o a dargli volume, perché le dosi da usare quando si dolcifica con Stevia sono davvero minime, ne parleremo dopo.
Le marche che ho trovato sono 2: una conteneva in aggiunta anche l'aspartame e dava comunque, anche se minimo un apporto calorico e l'altra con eritritolo, un altro dolcificante a zero calorie che però può dare effetti lassativi. Ah, e ovviamente gli aromi.
Quindi siamo da capo a dodici!
Lo steviolo, però per rispondere alla caratteristiche di sicurezza è testato sugli animali :( quindi la cosa non mi piace particolarmente) e preferisco optare per la Stevia VERA.
Personalmente però ammetto che prima di avventurarmi al buio in questo mondo io il dolcificante da supermercato l'ho provato (quello senza aspartame) perché volevo conoscere questo nuovo sapore e abituarmici. Ogni cosa nuova va conosciuta, no? ;P
Sono ormai 5 giorni che uso esclusivamente lo zucchero di Stevia (quello del supermercato) per dolcificare e devo dire che mi piace. L'ho testato nel latte, nello yogurt bianco magro e nelle tisane. Ottimo!
Presto proverò quello raffinato, e poi l'esperimento proseguirà con la polvere di foglie (le mie). Sono curiosa di "saggiare" le differenze di gusto e di aroma.
E poi proverò anche la semina, che è molto difficile da quello che ho letto, ma se non provo non sto bene! :D



Come si usa
Lo zucchero puro di Stevia non va dosato come un comune zucchero bianco raffinato, ma va trattato in dosi decisamente minori. Lo stevioside è dalle 110 alle 270 volte più dolce del saccarosio mentre il rebaudioside Arebaudioside C tra le 40 e le 60.
Il suo sapore dolce è dovuto allo stevioside, molto più dolce e "forte" del saccarosio, mentre quello ricorda un po' l'aroma di liquirizia è dovuto al rebaudioside. 

Per dolcificare con le foglie in polvere di Stevia quindi è sufficiente un quarto di cucchiaino. In caso di estratto in polvere ancora meno, una mini puntina di cucchiaino.

E' perfetta per i diabetici perché in rapporto al volume ha un bassissimo, quasi insignificante indice glicemico. Quindi anche i diabetici possono concedersi qualche dolcezza con tranquillità.

La Stevia non contiene zucchero e non ha nulla a che vedere con l'aspartame. Ecco qualche numero per avere un visione generale della questione dolcificanti e calorie, ad esempio in rapporto ad una dose:
- un cucchiaino di miele (5 gr) 20 Kcal
- un cucchiaino di zucchero bianco (4 gr) 16 Kcal
- una bustina di fruttosio 16 Kcal
- un cucchiaino di zucchero di canna (4 gr) 14,4
- una compressa di aspartame 4 Kcal
- una puntina di Stevia 0 Kcal
- un cucchiaino di Stevia 0 Kcal
- un cucchiaio di Stevia 0 Kcal
- ...  ;)

Non solo, a differenza dell'aspartame lo zucchero di Stevia può essere usato anche per cucinare. Il calore infatti non ne altera la struttura chimica e le qualità organolettiche!!


Quale scegliere
Questo dipende da voi. Se siete abituate all'aspetto bianco e bello dello zucchero allora optate per quella raffinata, se non badate all'aspetto ma volete qualcosa di pratico  e puro allora la polvere fa per voi. Se amate le avventure allora siete come me e vorrete senza dubbio avere delle piante tutte vostre per produrre la Stevia autonomamente.

L'estratto concentrato si presenta come una polverina bianca, ma deve esserci scritto ben chiaro la percentuale di purezza (la trovate al massimo del 95%, meglio c'è solo la polvere di foglie essiccate), qui da noi nei negozi non si trova, ma è acquistabile online.
E' 300 volte più dolce dello zucchero e per dolcificare ne basta meno di una puntina di cucchiaino.
E' molto probabile che in futuro si possa trovare facilmente anche nelle erboristerie.
Ha un aspetto familiare e ricorda molto lo zucchero a velo, quindi in caso si abbia a che fare con i bimbi questa è l'ideale (sappiamo tutti la repulsione che hanno i bambino per il verde..) anche se dovrete essere voi a dolcificare per loro vista la infinitesimale quantità che serve, oppure in caso di ospiti che alla vista di polvere verde o foglie potrebbero arricciare il naso.



In alternativa nelle erboristerie potete trovare la polvere di foglie secche, quella verde, che altro non è che foglie secche polverizzate al 100%.
E' 30 volte più dolce dello zucchero.
Si può usare con lo stesso criterio della bianca, solo in proporzioni maggiori. Un quarto di cucchiaino equivale ad un cucchiaino, e comunque in caso di necessità si può sempre aggiungerne un po'.
Ma c'è però da dire che questo tipo di polvere è facilmente replicabile in casa, basta una pianta di Stevia, raccogliere e far seccare le foglie, triturarle con un macinacaffè e il gioco è fatto! Semplicissimo.
Se però si è pigri.. allora conviene acquistarla.



Per finire, l'ultima alternativa, la più stimolante secondo me, è possedere qualche pianta di Stevia.
In questo caso per dolcificare liquidi come thè, caffè e tisane, si possono usare una o due foglie fresche appena raccolte, spezzettate grossolanamente o lasciate intere e messe in infusione per un minuto o più a seconda del grado di dolcezza desiderato.
In più è un salvadieta, non solo per via delle calorie, ma perché se ti porti dietro qualche foglia e senti una voglia di dolce improvvisa ne puoi gustare un pezzettino e il suo sapore dolce durerà anche un ora e ti appagherà. Lascia in bocca un ottimo sapore e senza rischio di carie.

Insomma, questa Stevia è una pianta bellissima ed è tutta da scoprire. In rete cominciano a circolare anche molte ricette preparate con questo dolcificante, quindi non vi resta che provare e farmi sapere come vi trovate ;)




Queste nelle foto sono le mie. Ho cercato e cercato e finalmente 4 giorni fa le ho trovate!! (il costo è di € 3,50 a vasetto)
Nei vivai trovate la Stevia nel reparto delle erbe aromatiche, e questo fa capire che anche i vivaisti sanno cosa è e a cosa serve, buona cosa.
Adesso sono davvero piccole, alte circa 15 centimetri, ma cresceranno e allora avrò anche io la mia produzione casalinga di Stevia.
Tanto per cominciare però ho fatto delle ricerche per capire come si cura, non voglio rischiare di farle fuori :D
Poi vi dirò come fare. Intanto io sperimento!




Questo video è tratto da Geo&geo sulla Stevia del 21 Marzo 2012





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